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sabato 29 giugno 2019
Sea Watch mette in pericolo la vita dei militari. Ma Delrio li giustifica e istiga a delinquere: “Giusto violare le leggi”
“Le ragioni umanitarie non possono giustificare atti di inammissibile violenza nei confronti di chi in divisa lavora in mare per la sicurezza di tutti”, ha detto il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio. Graziano Delrio, esponente Pd che era salito a bordo della nave, ha sottolineato come “in caso di stato di necessità” si possano “anche violare le leggi”.
E ha aggiunto: “Il capitano è responsabile dell’incolumità di tutte le persone che sono a bordo, va rispettata la sua scelta, come il percorso che farà la giustizia”. LA SEA WATCH E L’URTO CON LA MOTOVEDETTA – La motovedetta della Finanza ha provato a impedire l’ingresso in porto alla Sea Watch, mettendosi tra la banchina e il molo.
La Rackete non ha ceduto, insistendo con le manovre fino a sfiorare l’incidente: ci sarebbe stato un contatto tra la nave e la motovedetta, con l’imbarcazione della Gdf che è finita contro la banchina, riuscendo però a sfilarsi senza conseguenze per l’equipaggio. Quindi l’attracco, con i finanzieri che sono saliti a bordo, procedendo all’arresto di Carola Rackete.
LE REAZIONI – Appena scesa dalla nave, subito dopo l’arresto, la Rackete è stata accolta da applausi e ovazioni da parte di un gruppo di attivisti e dal parroco di Lampedusa Carmelo La Magra, che da una settimana dormer sul sagrato della chiesa, in segno di solidarietà. “Vergognati, vergognati!”, ha urlato invece un gruppo di leghisti, guidati dall’ex senatrice Angela Maraventano. E hanno gridato contro l’intero equipaggio definendoli ‘Scafisti’.
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