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venerdì 11 ottobre 2019
Diego Fusaro bastona i buonisti: “L’obiettivo di Lapo, Fuksas e Rubio? Rendere gli italiani come i migranti”
Dopo il cuoco mondialista Rubio, dopo l’architetto no border Fuksas (già nominalmente vicino alle sinistre fucsia), adesso è la volta dell’imprenditore che si è fatto da sé, Lapo. “Non mi piace la parola migranti – ha asserito Elkann – , mi sembra denigratoria e non rispettosa. Mi piace la parola nuovi italiani”. Una frase, un programma politico.
Come già si è detto, l’obiettivo del turbocapitalismo e dei suoi architetti cinici è di rendere gli italiani come i migranti, fingendo di accogliere e integrare. Obiettivo? Abbassare salari e condizioni del lavoro e dell’esistenza. Il programma della classe dominante, è lampante.
Eccola l’armata Brancaleone dei globalisti arcobalenici, spregiatori dei popoli sovrani. Il modello è, more solito, quello atlantista, ossia quello dei barbari di Washington. I quali già da tempo impiegano gli astri dell’alienazione hollywoodiana a mo’ di gadgets per propagandare la società arcobalenizzata a forma di merce, tarata su misura per consumatori post-identitari che non credono più in nulla se non nel consumo.
E che, ovviamente, nulla hanno da obiettare rispetto ai bombardamenti umanitari made in Usa, rispetto al libero cannibalismo del mercato deregolamentato, rispetto al classismo ogni giorno crescente o, ancora, rispetto all’ottusità della società a liberalizzazione individualistica integrale dei consumi e dei costumi. Ricordatelo.
Dietro la policromia cool dell’arcobaleno si nasconde il grigio del nichilismo della civiltà dei consumi, il nuovo totalitarismo che non deve più nemmeno colpire i corpi, essendosi impadronito delle anime.
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