loading...

venerdì 28 giugno 2019

Carola Rackete indagata per immigrazione clandestina e disubbidienza a nave da guerra. Sarà la solita farsa?


Sono passate due settimane dai soccorsi e nessuno scende dalla nave della Ong tedesca, ferma a un miglio di distanza da Lampedusa. Ma a ventiquattro ore di distanza dalla prova di forza della comandante, che ha ignorato il posto di blocco della Finanza e ha fatto ingresso nelle acque italiane, violando il divieto previsto dal decreto sicurezza bis e sfidando il Viminale, l’affaire Sea Watch, da caso politico e internazionale, diventa anche un caso giudiziario.

 Perché, dopo la prima informativa della polizia giudiziaria, la procura di Agrigento ha aperto un fascicolo per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e rifiuto di obbedienza a nave da guerra e ha iscritto sul registro degli indagati la giovane comandante Carola Rackete. LE MAIL Agli atti, oltre all’informativa, ci sono anche alcune mail che la Rackete ha inviato agli inquirenti, spiegando le ragioni della sua decisione. Ma c’è un altro fascicolo che potrebbe coinvolgere il Viminale: quello aperto – per ora senza ipotesi di reato – dopo un esposto presentato dai legali della Ong tedesca. Per il momento, però, nonostante l’inchiesta, i migranti non sbarcano.

 A differenza delle altre volte la polizia giudiziaria non ha ancora disposto d’iniziativa il sequestro dell’imbarcazione, che sarebbe stato giustificato dalle ipotesi di reato formulati nell’informativa.

Una misura che, poi, il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, e l’aggiunto Salvatore Vella dovrebbero convalidare e che avrebbe come conseguenza l’immediata discesa a terra dei migranti, i sigilli messi alla nave per il tempo necessario allo svolgimento degli accertamenti e poi, una volta terminate le esigenze probatorie, il dissequestro della Sea Watch3. Un copione già visto e che il Viminale vorrebbe evitare di ripetere.

Nessun commento:

Posta un commento

loading...