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venerdì 28 giugno 2019

L’Italia rischia pure la beffa: Sea Watch chiede a Patronaggio di incriminare le autorità italiane. Esposto in procura


Dal possibile arresto della comandante Carola Rackete, alla denuncia per la violazione delle acque territoriali, agli estremi per una pesante multa ai responsabili della Sea Watch, non è escluso che alla fine arrivi la beffa e che siano le autorità portuali italiane a rischiare l’incriminazione.

 La Sea Watch, infatti, per il tramite dei suoi legali Alessandro Gamberini del foro di Bologna e Leonardo Marino del foro di Agrigento, “hanno trasmesso un esposto alla Procura della Repubblica di Agrigento per portare all’attenzione dei magistrati i tratti essenziali della vicenda, relativa alla presenza, avanti al Porto di Lampedusa, della nave Sea Watch 3, con a bordo, oltre all’equipaggio, 43 persone, tra le quali 3 minori non accompagnati, soccorsi in data 12 giugno 2019 in acque internazionali, a circa 47 miglia dalle coste libiche”.

 Un vero e proprio esposto con il richiamo a degli estremi di reato. «Attraverso la ricognizione del caso già segnalata dal Capitano della Sea Watch 3, Carola Rackete, alla Guardia Costiera nella giornata di ieri – affermano i legali in una nota -, si vuole contribuire alla valutazione circa la sussistenza di eventuali condotte di rilevanza penale, poste in essere dalle autorità marittime e portuali preposte alla gestione delle attività di soccorso, nonché demandare alla valutazione dell’autorità giudiziaria l’adozione di tutte le misure necessarie a porre fine alla situazione di gravissimo disagio a cui sono attualmente esposte le persone a bordo della nave». Finirà con la beffa?

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