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mercoledì 3 luglio 2019
Dalla padella alla brace. Von der Leyen è la nuova presidente Ue: si è battuta per i diritti di migranti e gay
Ursula Von der Leyen è la nuova presidente della Commissione Europea. Tedesca, 60 anni, sette figli, laureata in medicina e ministra di Angela Merkel. Pur venendo da un partito conservatore, la CDU, e luterana osservante, in Germania si è battuta per le nozze gay e per i diritti dei migranti.
Da ministra ha varato misure importanti per le famiglie. Ritratto della politica che ha messo d’accordo tutti i Paesi della Ue. Di Alessandra Quattro occhi – Von der Leyen diventa la prima donna presidente della Commissione Ue, in un quadro che prevede nelle altre poltrone chiave per la presidenza del Consiglio europeo, il liberale Charles Michel, premier uscente belga; per il posto di Alto Rappresentante per la Politica estera e di sicurezza comune, un socialista, il ministro degli Esteri spagnolo Josep Borrell.
I socialisti dovrebbero ottenere anche la presidenza del Parlamento europeo, nella persona dell’attuale presidente del Partito dei Socialisti europei, Sergej Stanishev (sebbene con qualche malumore dell’Eurocamera che si vede scavalcata nel processo decisionale). Ciliegina sulla torta: alla presidenza della Banca centrale europea va Christine Lagarde, direttrice del Fondo monetario internazionale, altra donna a un posto chiave che contenta Parigi. Sette figli, sì, cioè un’energia impressionante, ma le cose interessanti di von der Leyen sono anche altre.
Come ministro della Famiglia e della Gioventù – il suo primo incarico governativo federale – fu la prima a imporre i congedi obbligatori di paternità in Germania, portando a compimento un progetto a cui aveva lavorato il precedente governo socialdemocratico.
Dal 2007, il congedo parentale passa da 12 a 14 mesi (al 67% dello stipendio) solo se l’altro genitore usufruisce di una parte del periodo. Non solo; ha introdotto una legge per la tutela dell’infanzia che ha destinato 4.3 miliardi di euro alla creazione di strutture per bambini in tutto il paese.
Von der Leyen ha più volte sfidato la CDU: per esempio per far passare misure a tutela dei migranti, e per dare il suo sostegno alle nozze gay (legali dal 2017; Merkel da parte sua si era detta contraria). Dopo la Famiglia, è stata ministro del Lavoro (2009-2013) e ministro della Difesa (dal 2013 ad oggi): non a caso si è parlato di lei in passato anche come la delfina di Angela Merkel.
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