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sabato 24 agosto 2019
Il vescovo di Spoleto senza vergogna: paragona i terremotati italiani ai clandestini sulle navi Ong
C’è “poca differenza” tra i migranti “trattenuti” sulle navi e gli sfollati del sisma in centro Italia costretti a vivere fuori dalle loro abitazioni.
A sostenerlo è il presidente della Conferenza episcopale umbra e vescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo nel ricordare il terzo anniversario della prima forte scossa.
Parole pronunciate a Bevagna nel corso dell’omelia per la festa del beato Giacomo Bianconi. “C’è poca differenza e direi c’è la stessa responsabilità morale – ha detto monsignor Boccardo – nel trattenere migranti e profughi su una nave in attesa di un porto sicuro e nell’obbligare tanta gente a vivere fuori dalla propria casa nella precarietà e nell’attesa”.
“Nell’anniversario della prima scossa del terremoto c’è un verbo – ha aggiunto il presidente della Ceu – che è urgente declinare con serietà e responsabilità ed è restituire.
Bisogna restituire con urgenza alle popolazioni della Valnerina la fiducia che è stata loro rubata”
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